VERSTAPPEN DOMINA CON UNA SOLA SOSTA
Max Verstappen corona un fine settimana perfetto con la vittoria del Gran Premio di Singapore, la prima della sua carriera sul circuito cittadino della Città-Stato. Il pilota della Red Bull aveva già conquistato la pole position del Gran Premio, la pole e la vittoria della gara Sprint.
Oggi ha completato l’opera aggiungendo anche il successo nella gara domenicale. Alle spalle dell’olandese, Charles Leclerc ha chiuso al secondo posto, mentre Kimi Antonelli ha conquistato la terza posizione.
L’italiano ha così ampliato il proprio vantaggio nella classifica del Campionato del Mondo, anche grazie alla nona posizione ottenuta oggi dal suo diretto rivale nella corsa al titolo, nonché compagno di squadra, George Russell.
Le strategie dei primi tre classificati sono state leggermente differenti. Verstappen ha scelto una gara a una sola sosta, mentre Leclerc e Antonelli hanno approfittato di una fase di Virtual Safety Car per effettuare un secondo pit stop.
Tutti i piloti sul podio sono partiti con la Soft per poi passare alla Medium. Dopo il primo cambio gomme, Leclerc e Antonelli sono rientrati ai box al 39° giro per montare un nuovo set di Soft durante la neutralizzazione. Verstappen non ha sfruttato la VSC e, dopo aver completato 32 giri con la mescola Soft iniziale, è passato alla Medium, portandola fino alla bandiera a scacchi.
Nel corso della gara sono state utilizzate esclusivamente le mescole Soft e Medium. Russell ha completato lo stint più lungo su un unico set di Medium, percorrendo 39 giri. Lewis Hamilton, sesto al traguardo, ha invece effettuato il maggior numero di tornate con un set di Soft, completandone 44.
Antonelli ha così rafforzato la propria leadership nel Campionato del Mondo, salendo a quota 340 punti. Russell occupa la seconda posizione con 238 punti, mentre Hamilton è terzo con 229.


DARIO MARRAFUSCHI – DIRETTORE MOTORSPORT DI PIRELLI
“Come era ampiamente prevedibile, al di là delle neutralizzazioni, la strategia a una sola sosta si è rivelata la più competitiva e le combinazioni tra Soft e Medium sono state le opzioni più efficaci. La C5 è stata la protagonista della corsa, perché ha consentito stint molto lunghi mantenendo un buon livello di prestazione e offrendo il vantaggio di un’aderenza superiore rispetto alle altre mescole disponibili. Chi l’ha utilizzata per circa metà gara ha accusato un calo prestazionale soltanto nelle fasi finali. La Hard non ha rappresentato una scelta strategicamente interessante per le scuderie, poiché offriva meno grip rispetto alla C4 che, pur essendo più morbida, ha mostrato un degrado pressoché nullo, senza garantire vantaggi concreti in una gara già orientata verso la singola sosta. Per questo motivo la C3, pur avendo dimostrato la propria efficacia su altri circuiti, non è stata scelta da alcun pilota a Singapore. Il degrado dei pneumatici è stato in linea con quanto avevamo già osservato nelle prove libere e anche l’aspetto visivo delle gomme al termine degli stint è apparso molto buono, persino sulle percorrenze più lunghe. L’usura è risultata gestibile, pur richiedendo una certa attenzione soprattutto al posteriore destro”.


Red. TSP
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