FORMULA 1 GP D’OLANDA 2026 – LA GARA VISTA DALLE GOMME

Red. TSP

23 Agosto 2026

Lando Norris - McLaren MCL40 - GP NL 2026

Lando Norris - McLaren MCL40 - GP NL 2026 - (Crédit: Pirelli)

SESSANTA PIT STOP NELL’ULTIMO BALLO DI ZANDVOORT

Lando Norris ha vinto oggi una gara ricca di azione ai box, caratterizzata da sessanta pit stop e da una decina di strategie differenti. Il campione del mondo in carica si è aggiudicato quella che, almeno per il momento, sarà l’ultima edizione del Gran Premio d’Olanda, scrivendo il proprio nome nel capitolo conclusivo della storia della gara dopo il suo ritorno nel calendario del Mondiale nel 2021.

Kimi Antonelli ha chiuso al secondo posto, mentre il compagno di squadra in Mercedes, George Russell, ha completato il podio. I primi dieci classificati hanno adottato dieci strategie diverse, a testimonianza dell’elevata varietà tattica offerta dalla corsa.

Nelle fasi iniziali della corsa, una bandiera rossa ha spinto diversi piloti a passare a una mescola diversa da quella di partenza, per la maggioranza Medium e Soft. Norris, scattato con le Medium, è passato alle Soft durante l’interruzione, effettuando poi altre due soste e montando in entrambe le occasioni un treno di Hard.

Antonelli e Russell sono partiti con le Medium, che hanno mantenuto anche durante la bandiera rossa. Successivamente, Antonelli ha effettuato due pit stop per montare ogni volta un nuovo set di Hard, prima di passare a un set di Soft usate durante una fase di Virtual Safety Car. Russell ha seguito una strategia simile, senza però effettuare la sosta durante la neutralizzazione.

Entrambi i piloti Ferrari hanno scelto di ripartire con le gomme Soft, ma successivamente le strategie di Lewis Hamilton (quarto) e Charles Leclerc (quinto) hanno preso direzioni differenti. Il monegasco ha infatti sfruttato tutte le mescole a disposizione, completando la gara con una sequenza di stint su Medium, Hard e infine Soft. Il compagno di squadra, invece, ha optato per una strategia più lineare, evitando l’ultima sosta e disputando il terzo e il quarto stint rispettivamente con pneumatici Hard e Soft.

Fernando Alonso, d’altro canto, ha conquistato due punti scegliendo di montare un nuovo set di Soft durante la bandiera rossa, per poi effettuare una sola ulteriore sosta e passare alle Hard. Grazie a questa strategia, che gli ha consentito di risparmiare un pit stop, è riuscito a concludere la gara in nona posizione.

Tutte le mescole sono state utilizzate nel corso della gara. Alonso è stato il pilota ad aver completato più giri sulle Soft, con uno stint di 32 tornate. Arvid Lindblad ha invece percorso 31 giri sulle Medium, mentre Carlos Sainz ne ha completati 35 con le Hard.

Nella lotta per il campionato, Antonelli ha rafforzato la propria leadership, salendo a 242 punti davanti a Russell e Lewis Hamilton a quota 183.

DARIO MARRAFUSCHI – DIRETTORE MOTORSPORT DI PIRELLI

“L’ultima gara sul circuito di Zandvoort è stata ricca di colpi di scena e imprevedibile, anche dal punto di vista delle strategie che hanno sfruttato tutte e tre le mescole disponibili. Le sessioni dei giorni precedenti avevano restituito una fotografia che si è rivelata oggi inaccurata per le scuderie, costringendole a rivedere il proprio approccio al Gran Premio alla luce di nuove variabili e spingendole verso strategie a due o tre soste. Le condizioni atmosferiche hanno giocato un ruolo importante, con uno scroscio di pioggia inatteso prima della partenza che ha vanificato l’evoluzione della pista e con un’alterazione del quadro delle temperature, sensibilmente più alte rispetto alla Sprint di sabato. Il degrado, che fino al giorno precedente era sembrato contenuto, si è invece rivelato significativo, complice la maggiore usura provocata dalle condizioni della pista, peggiorate e rese particolarmente scivolose dalla pioggia. Dopo lo stint successivo alla ripartenza, i team hanno immediatamente compreso che le condizioni non avrebbero consentito di rimanere competitivi con una sola sosta. Influenzati anche dagli eventi in pista, hanno quindi cercato di individuare le combinazioni migliori per i propri piloti. Dopo la prima bandiera rossa, si sono così formate quasi dieci strategie differenti, con sensibili differenze anche tra i top team. Per citare qualche esempio, Lawson non ha utilizzato la Hard, mentre McLaren ha scelto di non montare più la Medium dopo il primo start. Al contrario, altri piloti come Leclerc hanno sfruttato tutte e tre le mescole disponibili. Abbiamo dunque assistito a un Gran Premio molto interessante sotto il profilo strategico, nel quale le scuderie hanno saputo sfruttare le caratteristiche di ciascuna mescola, tutte rivelatesi valide in specifiche condizioni, individuando quelle più adatte a esaltare le qualità delle rispettive monoposto. Emblematico, da questo punto di vista, è stato l’impiego della gomma rossa da parte di Antonelli e dei due ferraristi nel finale di gara per recuperare terreno sui rivali diretti e, nel caso dell’italiano, riuscire anche a conquistare una posizione sul compagno di squadra”.

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