SUD DELLA BRETAGNA E RITORNO CON LA RENAULT RAFALE

Red. TSP

24 Ottobre 2026

Renault Rafale E Tech 4×4 300 atelier Alpine. refueling stop on the way home

Renault Rafale E Tech 4×4 300 atelier Alpine. refueling stop on the way home. Foto D-H

Serie “Bretagna con la Renault Rafale” – Episodio 4 di 4

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⟡ Testo e Foto: Daniel Huber
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Tornati sulla terraferma, è valsa la pena fare un’escursione a Brest, città che colpisce per un fascino tutto suo. La città portuale è stata quasi completamente distrutta durante la Seconda guerra mondiale. In seguito, è stata ricostruita in modo molto ampio, con una struttura a scacchiera. Molte abitazioni del centro seguono l’architettura sobria del dopoguerra. Sul fiume Penfeld si estende la Pont de Recouvrance, uno dei ponti levatoi più grandi d’Europa.

Abbiamo poi trascorso cinque notti molto tranquille nel Manoir de Tregont Mab, tra Quimper e Bénodet, nel sud della Bretagna. Il maniero del XVI secolo si trova in un vasto parco con alberi secolari. Secondo la leggenda, il nome bretone, che significa “trenta figli”, risale alla duchessa Anna di Bretagna, che vi fece tappa nel 1490. La padrona di casa è Maï Voisard, attiva anche come scrittrice.

Da qui è quasi obbligatoria una visita a Concarneau. Nella città vecchia, circondata da possenti mura, la Ville Close, indaga il commissario Georges Dupin dei romanzi di Jean‑Luc Bannalec, che in televisione hanno conquistato milioni di spettatori. Da aggiungere le spiagge della costa meridionale della Bretagna, e anche Quimper, con la sua cattedrale gotica e il centro storico molto elegante con case a graticcio, merita una giornata.

RITORNO E BILANCIO CON LA RENAULT RAFALE

Infine, ci siamo messi in viaggio per i circa 1.200 chilometri del ritorno, facendo una sosta molto piacevole ad Avallon. Il nostro consiglio: l’Hôtel de la Poste, una stazione di posta fondata nel 1707, dove si dice abbia soggiornato anche Napoleone, e che l’antiquario e conduttore televisivo Julien Cohen ha restaurato con grande cura. Chi vi pernotta ha buone possibilità di ottenere un tavolo nel ristorante gourmet della casa, il 1815, che ha rappresentato per noi un perfetto finale delle vacanze in Francia.

Bilancio alla pompa di benzina

Con un pieno abbiamo percorso, nelle tratte extraurbane e cittadine della Bretagna, ben oltre 900 chilometri, con un consumo medio di 5,3 litri ogni 100 chilometri. A questo si aggiunge la corrente delle tre ricariche notturne, anche se la batteria è stata talvolta completamente scarica. Negli ultimi 600 chilometri di autostrada, con batteria vuota e velocità costante tra 110 e 130 km/h, il consumo è stato di 7,5 litri. Per un SUV da oltre due tonnellate con 300 CV è comunque un valore più che accettabile.

Ricaricare gli 80 chilometri elettrici durante le soste di rifornimento non aveva molto senso. A una colonnina pubblica in corrente alternata una ricarica completa avrebbe richiesto quasi tre ore, e le colonnine rapide in corrente continua lungo le autostrade non sono utilizzabili dalla Renault Rafale, che non dispone del collegamento DC.

Abbiamo ricaricato un’ultima volta la batteria nel garage di casa, per il tratto finale fino a Renault Suisse a Urdorf. In quel momento mi è stato chiaro ancora una volta che proprio questo è l’utilizzo ideale per un plug‑in: dopo ogni tragitto un po’ più lungo, basta collegarlo durante la notte. Così, nella vita quotidiana, ci si muove facilmente in elettrico nella zona circostante. E per le vacanze si è ben equipaggiati, finché la rete di ricarica europea non sarà davvero soddisfacente. La Renault Rafale E‑Tech 4×4 300 atelier Alpine è quindi una vettura di viaggio sicura, confortevole e piacevole, con una reale praticità elettrica quotidiana. Non è economica, ma offre molto per il prezzo.

Renault Rafale E Tech 4×4 300 atelier Alpine, south coast evening light.
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Renault Rafale E Tech 4×4 300 atelier Alpine, south coast evening light. Foto D-H

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