IL POTENZIALE DELL’EUROPA PER UN MERCATO DEI CARBURANTI RINNOVABILI.
In Europa ci stiamo chiedendo come muoverci in futuro senza usare petrolio. Uno studio realizzato da quattro realtà importanti – l’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe, il Centro tedesco per la ricerca sulla biomassa, FREYBERGER engineering e BMW – prova a rispondere.
L’idea di base è semplice:
- Non basta passare all’elettrico. Le auto elettriche sono importanti, ma da sole non risolvono tutto.
- Servono tutte le soluzioni possibili che riducano la CO₂, incluse quelle già compatibili con i motori attuali.
- Tra queste ci sono i carburanti rinnovabili, i Carbon Neutral Fuels (CNF), che emettono molta meno CO₂ rispetto ai carburanti fossili e possono essere utilizzati senza modifiche tecniche.
Lo studio analizza tre cose fondamentali:
Quante materie prime rinnovabili avremo in Europa nei prossimi anni.
Quanti carburanti “puliti” possiamo produrre da queste materie prime.
Quanta domanda di carburante ci sarà nel 2030, 2035 e 2040.
I numeri chiave
Secondo le proiezioni dello studio:
- nel 2030 i CNF potrebbero coprire dal 38% al 67% della domanda europea di carburanti stradali;
- nel 2040, nello scenario alto, la produzione potrebbe raggiungere il 107% della domanda, garantendo una potenziale autosufficienza;
- l’olio da cucina usato (UCO), spesso citato come risorsa principale, rappresenta solo l’1% del potenziale totale: la gran parte arriva da residui agricoli, forestali, rifiuti organici e colture non alimentari.
Il messaggio centrale
Il potenziale c’è. I carburanti rinnovabili possono diventare un elemento importante del mix energetico europeo, soprattutto perché funzionano nei motori di oggi e nella rete di distribuzione esistente. Ma per trasformare questo potenziale in realtà servono pianificazione, investimenti e un quadro normativo stabile che permetta alle aziende di sviluppare tecnologie e capacità produttive.
Studio completo “From raw material to fossil‑free mobility” (PDF, 60 pagine).
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